domenica 5 aprile 2015

Il Diritto A Comunicare

Il concetto di ‘diritto alla comunicazione’:è stato il fondamento morale di buona parte del pensiero sulle politiche della comunicazione pubblica. Nell’ambito del dibattito ideologico del sec. XX, il pensiero sui diritti umani si è affermato come linguaggio di una moralità pubblica e ha raccolto consensi sempre più vasti, anche se con sfumature di significato diverse a seconda dei diversi gruppi di individui. Nella prima metà del secolo appena concluso, le affermazioni sui diritti umani erano una forma di difesa contro lo stato totalitario. Questo è certamente lo sfondo della Dichiarazione delle Nazioni Unite sui Diritti Umani Universali

I diritti umani sono anche simbolo di resistenza e di forza morale contro ideologie culturali oppressive come l’apartheid. Oggi i diritti umani – incluso il diritto alla comunicazione – sono un riferimento morale e legale per proteggere lo spazio della libertà umana dinanzi a nuove forme di asservimento alla razionalità strumentale: le politiche economiche neoliberali, le imprese sempre più grandi e potenti, l’invasione di sistemi di comunicazione controllati centralmente.

 

Il rapporto MacBride:

Il più esaustivo e quasi ufficiale documento sul diritto alla comunicazione è il "Rapporto della Commissione Internazionale per lo studio dei problemi della comunicazione" promosso dall’ Unesco, meglio noto come "Rapporto MacBride" dal nome del presidente della Commissione, Sean MacBride, che in precedenza era stato ministro degli Affari Esteri della Repubblica d’Irlanda e insignito del Premio Nobel (1974) e del Premio Lenin (1977) per la Pace.

Significativamente, il diritto alla comunicazione è descritto nel capitolo sulla "Democratizzazione della Comunicazione" come elemento essenziale per la trasformazione dei sistemi di comunicazione pubblica.

Il Rapporto MacBride sottolinea che il diritto alla comunicazione "supera quello di ricevere la comunicazione o di essere informato. La comunicazione è dunque considerata come un processo bidirezionale i cui agenti – individuali e collettivi – intrattengono un dialogo democratico ed equilibrato".

Il documento fornisce (p. 249-250) la seguente definizione di questo diritto:
"Ognuno ha il diritto a comunicare. Gli elementi che compongono questo diritto fondamentale dell’uomo comprendono i seguenti diritti, che non sono in alcun modo limitativi: 
a) il diritto d’assemblea, di discussione, di partecipazione e altri diritti d’associazione; 
b) il diritto di porre domande, d’essere informato, d’informare e altri diritti d’informazione;
 c) il diritto alla cultura, il diritto di scegliere, il diritto alla vita privata e altri diritti relativi allo sviluppo dell’individuo".
Per rispettare il diritto a comunicare, afferma ancora il rapporto (facendo riferimento al documento An emergent communication policy science: content, rights, problems and methods, di L.S. Harms, Dipartimento di Comunicazione, Università di Haway, Honolulu)
"sarebbe necessario poter disporre delle risorse tecniche atte a soddisfare le esigenze dell’umanità".
 Autore: Robert WHITE

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