Libertà e comunicazione nella sfera pubblica rappresentano, a partire dal sec. XVIII, due
momenti interconnessi dello sviluppo delle società umane.
L’affermazione della libertà nei confronti del potere ha avuto come strumento principe, se non unico, proprio i mezzi di comunicazione e conseguentemente lo sforzo di conquistare e sancire positivamente, nel diritto, le relative libertà:
la libertà di manifestazione del pensiero,
la libertà di stampa,
la libertà di informazione
(Per riconoscere il limite che si è in seguito manifestato da questo approccio alla definizione giuridica esatta del rapporto fra libertà e comunicazione, basta chiedersi: libertà per chi? . n.d.r.)
In pari tempo lo sviluppo dei mezzi di comunicazione, dalla comunicazione orale alle odierne autostrade elettroniche, ha fatto intravedere, almeno in via di principio, la possibilità che la generalità dei cittadini partecipasse della comunicazione e contribuisse alla formazione e al controllo del potere, facendo della comunicazione stessa lo strumento che in qualche modo manifesta e garantisce tutte le libertà pubbliche.
La libera comunicazione sembra oggi, più delle stesse forme istituzionali, il segno efficace della democrazia (Politica e informazione; Potere e comunicazione).
Il rapporto fra libertà e comunicazione si afferma dapprima come autonomia, si sviluppa come esigenza di partecipazione e finalmente come diritto-credito dei cittadini e delle comunità: senza che sia possibile una distinzione netta, né in senso storico, né in senso teorico, fra i tre momenti e i tre obiettivi cui tende la libera comunicazione.
Nell’ambito più strettamente giuridico si afferma costantemente l’esigenza delle garanzie che rappresentano lo statuto effettivo della libertà. Alle garanzie appartengono, da un lato, le condizioni sociali, culturali, economiche della società nel momento dato e, dall’altro, le leggi che supportano le libertà e ne consentono la difesa giudiziale, nonché le regole di autodisciplina rappresentate dai codici di comportamento, dai difensori civici, da organismi di garanti che in alcuni giornali dà voce ai lettori.
Autore: Piero PRATESI
L’affermazione della libertà nei confronti del potere ha avuto come strumento principe, se non unico, proprio i mezzi di comunicazione e conseguentemente lo sforzo di conquistare e sancire positivamente, nel diritto, le relative libertà:
la libertà di manifestazione del pensiero,
la libertà di stampa,
la libertà di informazione
(Per riconoscere il limite che si è in seguito manifestato da questo approccio alla definizione giuridica esatta del rapporto fra libertà e comunicazione, basta chiedersi: libertà per chi? . n.d.r.)
In pari tempo lo sviluppo dei mezzi di comunicazione, dalla comunicazione orale alle odierne autostrade elettroniche, ha fatto intravedere, almeno in via di principio, la possibilità che la generalità dei cittadini partecipasse della comunicazione e contribuisse alla formazione e al controllo del potere, facendo della comunicazione stessa lo strumento che in qualche modo manifesta e garantisce tutte le libertà pubbliche.
La libera comunicazione sembra oggi, più delle stesse forme istituzionali, il segno efficace della democrazia (Politica e informazione; Potere e comunicazione).
Il rapporto fra libertà e comunicazione si afferma dapprima come autonomia, si sviluppa come esigenza di partecipazione e finalmente come diritto-credito dei cittadini e delle comunità: senza che sia possibile una distinzione netta, né in senso storico, né in senso teorico, fra i tre momenti e i tre obiettivi cui tende la libera comunicazione.
Nell’ambito più strettamente giuridico si afferma costantemente l’esigenza delle garanzie che rappresentano lo statuto effettivo della libertà. Alle garanzie appartengono, da un lato, le condizioni sociali, culturali, economiche della società nel momento dato e, dall’altro, le leggi che supportano le libertà e ne consentono la difesa giudiziale, nonché le regole di autodisciplina rappresentate dai codici di comportamento, dai difensori civici, da organismi di garanti che in alcuni giornali dà voce ai lettori.
Autore: Piero PRATESI
Nessun commento:
Posta un commento